Hanno soggiogato le loro menti rendendoli responsabili della morte dei nonni massacrandoli di sensi di colpa, hanno negato loro la scuola, la socializzazione, il divertimento e lo sport all'aria aperta proprio nel periodo più delicato della crescita fisica e dello sviluppo della personalità. Risultato? Ansia, depressione, aggressività, abuso di sostanze, dipendenza digitale, disturbi alimentari, fino nei casi più drammatici al suicidio. Le scuole, ovvero il pilastro di ogni società che si rispetti, sono diventate improvvisamente il male assoluto, il focolaio numero uno di propagazione del virus e dunque sono state messe sotto attacco. Le hanno chiuse porca puttana per mesi e mesi, e poi le hanno attivate a singhiozzo con psichiatriche brevi riaperture e lunghe interruzioni, costringendo milioni di ragazzi, a deprimersi ulteriormente tutta la mattina in davanti ad uno schermo e condannandoli ad un ritardo cognitivo non più colmabile. Fine DaD (didattica a distanza) e rientro in presenza: non prima di una “pistolata” la mattina con un termoscanner giocattolo puntato in testa a mo' di esecuzione nazista, che però sballava sempre la misura e ti costringeva quindi ad accompagnare o riprendere i figli da scuola con un vero termometro di mercurio in tasca per la controprova. Altrimenti a casa. E così, dopo l’ennesima guerra giornaliera con bidelle ed insegnanti ipocondriaci, finalmente i tuoi piccoli entrano in classe… rigorosamente ben distanziati da altri in banchi singoli a rotelle, circoscritti con nastri a strisce rosse e bianche nelle zone comuni, impauriti e terrorizzati, disinfettati ripetutamente, controllati dentro e fuori con il fucile come se fossero detenuti di Guantanamo in cerca di libertà. Appena la museruola scendeva sotto al naso, sono stati oggetto di richiami ed anche note da una classe docente ignorante ed incompetente (con le dovute eccezioni), ossessionata dalla mascherina, dall'amuchina e dal rispetto di assurde e fasciste regole. Hanno criminalizzato uno starnuto, due linee di febbre ed un naso che cola, salvo poi giustificare in ogni modo possibile morti improvvise in giovani atleti causate dalla Spike. Quello è sempre successo. La categoria degli insegnanti mi ha davvero profondamente deluso in questa pandemia, come poche altre. Non mi aspettavo nulla ovviamente da ignavi ed opportunisti, conformisti e quaquaraquà, preti modernisti e vertici della Chiesa cattolica bergogliana, medici, giornalisti, politici ed in generale da tutte quelle categorie la cui “esistenza sociale” stessa è totalmente subordinata all'adesione incondizionata al pensiero unico. Ma la classe docente no! Non loro! Il pensiero critico e libero, l'osservazione della realtà e la ricerca della verità, il dubbio ed il dibattito costante nonché la tutela dei valori costituzionali, dovevano esser i punti fermi di ogni insegnante degno di questo nome. Certi principi dovevano esser difesi con il sangue, invece gli hanno pisciato addosso in nome del rispetto delle regole. Per anni ci hanno torturato letteralmente con i concetti di “inclusione”, “tolleranza” e “rispetto delle minoranze” tanto cari alla loro amata Agenda 2030, per poi discriminare schifosamente alunni e docenti No vax, fomentando odio sociale e divisione. 21

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